Il vento delle Cicladi

Sulle Cicladi stanotte soffia un vento fortissimo. E visto che “questo vento agita anche me”, non riesco a dormire. Devo aver mangiato qualcosa che mi ha fatto male perché ho lo stomaco che brucia. Avessi almeno un malox… erano anni che non soffrivo così di bruciore di stomaco… va be, passerà. Ho spento l’aria condizionata e adesso comincio ad avere caldo e a sentire quel bel appiccico tipico delle notti al mare. C’è una finestra che sbatte ma non sembra una delle nostre. In realtà non lo so: siamo entrati in questa casa al tramonto e non ho ancora ben chiaro come è fatta: so solo che il terrazzo è bellissimo e che forse non avrei dovuto lasciare gli asciugami stesi fuori. Chissà se domattina ci saranno ancora… Il tizio dell’appartamento è stato gentile ma adesso avrei un paio di cose da chiedergli, per esempio perché non ci sono pentole e perché la doccia non sta su da sola.Ogni volta che lasciamo l’Italia, darei un braccio per poter essere in grado di parlare le lingue, o almeno l’inglese in modo fluente. E invece sono qui, a strizzare gli occhi ogni volta che qualcuno mi parla, cercando di indovinare il senso della frase dall’intonazione, dal contesto… per non parlare di quando devo parlare io: mi ritrovo a fare un giro di parole per esprimere concetti complessi con le sole tre parole che conosco. E non mi dite che l’inglese è facile, che è solo questione di allenamento! Di solito chi lo dice lo parla perfettamente… bastardo. Chissà perché io non sono mai riuscita ad impararlo, perché mi costi così tanta fatica…

Ma poi penso a tutta quella gente che invece si impara l’italiano in poco tempo, che deve impararlo per forza o che invece vuole impararlo con tutte le sue forze. Penso ai giorni così disumani che stiamo vivendo, alla gente che muore cercando di salvarsi, e a noi che non né possiamo più di loro, che vorremmo goderci le nostre ferie e quel che rimane della nostra ricchezza in santa pace. Penso a chi ci sta facendo credere che siano loro il nostro problema e non noi il loro. Penso al mare che ho attraversato in sicurezza su un traghetto e a tutti i significati che può avere questa cosa. Penso ai miei figli, al tutto il bene che gli voglio, a come vorrei che lo sapessero, che fossero felici, che si sentissero sempre amati nonostante tutto, che vanno bene così, anche se qualche volta si sentono strani, non capiti, esclusi, che fossero forti abbastanza per affrontare a muso duro questa vita, ma con la dolcezza necessaria per accogliere sempre chi incontrano sulla loro strada, che non fossero mai loro ad escludere.

Il vento sta aumentando. Sarà normale? La finestra continua a sbattere, lo stomaco a bruciare, sono le cinque e io ho finito le vite di candy crush.

2 pensieri su “Il vento delle Cicladi

  1. Melmeni (il correttore aveva scritto malmeni, e forse aveva ragione) il nome del vento in Grecia. In pratica i greci sono stati spinti in giro per il Mediterraneo!
    Io adoro il vento! Sarà stata l’infanzia a Trieste?

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.