17 marzo 1939

Oggi avresti compiuto 80 anni. Chissà come saresti stato. Forse saresti a Bangkok con la mamma… chissà… mi avresti sorpresa e anche tu saresti partito per andare a trovare quel nipote che invece non hai mai conosciuto. Io credo invece che molto probabilmente saresti rimasto nel tuo soggiorno a commentare le notizie che davano in tv, quella tv che ascoltavi sempre a un volume assurdo. Forse non ti saresti ritrovato nel mondo di oggi, forse non avresti saputo da che parte stare. Ti avrebbero disorientato i commenti di Rita Pavone, ma non avresti capito del tutto il movimento studentesco sulle orme di Greta.

Avresti ascoltato la musica di oggi con la faccia perplessa, la stessa che ricordo avevi quando sentisti per la prima volta Vasco Rossi… e sì che allora di anni ne avevi quarantaquattro, meno di quelli che ho io adesso.

Chissà, magari avresti imparato a usare le mail, a leggere il giornale sull’ipad, come fa la mamma. Oppure avresti continuato a leggere il giornale solo di carta, a guardare i telegiornali, a evitare il telefono.

Probabilmente saremmo usciti a pranzo, saremmo andati a San Bovio, ma non ci sarebbero stati molti abbracci e baci. Sarebbe stata una festa composta e discreta.  Avresti raccontato qualche aneddoto, saresti stato ad ascoltare e dopo un po’ ti saresti stufato, desideroso di tornare a casa tua. Oppure saresti andato ancora a suonare da qualche parte, a cantare le tua amate canzoni degli anni Sessanta.

Chissà.

Ovunque tu sia, spero tu sia felice, che tu possa vedere i tuoi nipoti che diventano grandi e tutti noi che ci arrabattiamo nelle nostre vite.

Buon compleanno, papà.

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