Il vaccino

Oggi la mia mamma ha fatto il richiamo. Sono giorni un po’ difficili per lei che ha visto andarsene due cari amici di vecchissima data nel giro di poco più di una settimana. Amici che conosceva da quando era una ragazza e con cui negli ultimi anni condivideva il volontariato e quindi quella sua vita che da poco più da un anno ha messo un po’ da parte. Mentre aspettavamo abbiamo chiacchierato e poi è entrata a farsi vaccinare con la consapevolezza e un po’ il disagio di essere comunque fortunata. Io che ultimamente sono un po’ sensibile, pensavo di avere tutto sotto controllo. O almeno lo credevo fino a quando, mentre aspettavamo i 15 minuti di osservazione post vaccino, a una signora accanto a noi è stato detto che era tutto a posto e che poteva andare. A quel punto la signora ha tirato fuori dalla borsa un sacchetto di cioccolatini, lo ha messo in mano alla ragazza che gestiva le persone in attesa e le ha detto “grazie di tutto, questi sono per la truppa”. Ecco, a quel punto ho fatto veramente fatica a mantenere quel distacco che contraddistingue noi milanesi. Ma ci ha pensato la figlia della signora a farmi ridere: quando è tornata indietro a prender l’ombrello che aveva dimenticato si è sentita borbottare “mi sa che qui tra me e l’ottantenne, la rimbambita sono io”.

Varia umanità

Provate a fare un esperimento: andate su FB, cercate una notizia di cronaca o andate sulla pagina di un personaggio famoso, meglio se donna, e andate a leggere i commenti. Cercate il più fastidioso, il più volgare, il più cattivo, il più provocatorio, il più ignorante e andate a vedere il profilo di chi lo ha scritto. Scorrete la sua pagina e nove volte su dieci ci troverete un post di amore per i cani, o per i gatti o una frase di Madre Teresa di Calcutta. Non chiedetemi perché i troll e gli stronzi amino così tanto Madre Teresa perché non ne ho idea.

Le mie riflessioni notturne sono in realtà per gli amanti dei cani. Come già scrissi, sono entrata nel magico mondo dei possessori di cani e in questi due mesi ho scoperto un sacco di cose. Innanzi tutto i miei vicini di casa. La signora di sotto, quella che appena arrivammo in questo condominio mi chiese cosa mi era saltato in mente di fare tre figli, quella che con le sue continue citofonate mi ha ha fatto entrare nel fantastico mondo degli attacchi di panico e degli ansiolitici, quella che sente rumori a qualsiasi ora del giorno della notte, quella che ascolta la tv a volumi assurdi fino alle due di notte ma sente distintamente te che chiudi un cassetto, quella che mi accusa di spostare mobili di notte, quella per cui ho sempre detto di no al cane perché pensavo che era la volta buona che mi avrebbe dato fuoco alla casa, ecco proprio lei, la prima volta che ha visto il cane e che io mi sono scusata perché qualche volta abbaia, ci ha tenuto a dirmi che per lei il cane può fare tutto il rumore che vuole perché non le da fastidio, e che anzi, che eravamo una bella famiglia perché lo avevamo adottato.

Poi ci sono i mei dirimpettai: sempre gentili e discreti dubito che sappiano il nome dei mei figli. O il mio. Eppure dopo qualche giorno dal suo arrivo, sapevano già il nome del cane, si fermano per strada a salutarlo e mi hanno detto che erano preoccupati perché le prime settimane non ha mai abbaiato e quando finalmente lo hanno sentito si sono tranquillizzati “perché sai, un cane deve abbaiare”.

Il signore di sopra invece ci ha sempre voluto bene, e temevo che gli abbai, talvolta anche notturni, rompessero l’idillio tra noi e lui. E invece anche lui ci ha tenuto a dirci che l’abbaiare pieno tondo del nostro cane non gli da fastidio, anzi, gli fa compagnia.

Conclusione: consiglio ai giovani genitori che hanno vicini di casa simpatizzanti di Erode, di prendere immediatamente un cane: qualsiasi rumore farete, date sempre la colpa al cane e vedrete che nessuno si lamenterà più. Accidenti a me e al non averlo fatto prima…

La seconda scoperta che ho fatto da quando ho il cane riguarda la gente per strada. Se avete avuto il piacere di camminare per strada con un passeggino o una carrozzina sapete bene che i consigli e i commenti non richiesti abbondano. Ecco, con il cane la cosa avviene molto ma molto più spesso. Ma forse a me succede anche per il tipo di cane che ci è capitato. Io non so come abbia passato i suoi primi cinque anni di vita, fatto sta che quando non vuole andare dove voglio andare io, prima tira come nemmeno una muta di husky al polo nord verso la direzione che lui ritiene più opportuna, poi tenta di sfilarsi dal guinzaglio, e infine, quando capisce che non c’è niente da fare, si sdraia per terra e si finge morto. Ormai lungo la mia via è abbastanza conosciuto, ma ogni volta che succede questa scenetta qualcuno si ferma e mi chiede se va tutto bene. Il problema è che dopo che ho spiegato che è tutto ok, che è solo un cane che è passato dalla campagna calabrese alle strade di Milano e che deve abituarsi alla nuova realtà, tutti si sentono in dovere di fermarsi e continuare la conversazione finché anche il cane non ne può più e si alza rassegnato o viene alzato da me di peso in preda a un attacco isterico. Molte persone si dilungano in consigli da educatori cinofili provetti, ma le mie preferite sono le persone che si fermano e anziché darmi consigli mi raccontano la loro storia personale. Ora, io non so perché il fatto di avere un cane che si finge morto spinga le persone a identificarmi con una persona con cui ci si possa confidare, eppure sono tantissime quelle che lo fanno. Conosco storie di matrimoni finiti, di rapporti conflittuali con i figli, cani adorati morti di malattie disgustose, cambi di casa sofferti, lutti, vedovanze, solitudini. Perché l’avere un cane mi rende una persona degna di fiducia con cui confidarsi? È per questo che i troll su FB professano amore incondizionato per i cani? Perché questo le fa apparire persone migliori? Mah… nelle aree cani e nei parchi ho incontrato padroni di cani di tutti tipi. Io credo di far parte del gruppo “impacciati ansiosi”, quelli cioè che fanno fatica a capire le dinamiche canine, per esempio che se i cani si azzuffano cercando di mordersi il muso in realtà “stanno giocando”. Poi ci sono i “forti e sicuri”, le “mamme apprensive”, i “il cane è solo qualcuno che mi gira intorno tra una canna e l’altra” e quelli “il mio cane potrebbe anche suicidarsi ma ’sto al telefono”. Però quelli che io invidio dal profondo del mio cuore sono quelli che passeggiano serenamente con il cane che gli trotterella intorno senza guinzaglio e che se si allontana basta un micro fischio e se lo ritrovano accanto in un nano secondo. Perché quando abbiamo provato a lasciare il nostro libero è partito come una scheggia verso l’infinito e oltre, fottendosene bellamente dei nostri richiami e tornando solo quando lo ha ritenuto opportuno. Per fortuna è tornato vivo. L’ho confessato a un altro padrone in area cani, lui mi ha guardato, ha sorriso con saggezza e mi ha detto “tesoro, hai un setter che è andato a caccia per cinque anni… il suo confine è e sarà sempre l’orizzonte”.

Mi sa che il lavoro tra me e il cane che si finge morto e che insegue l’orizzonte sarà molto ma molto lungo… nel frattempo aggiorno il mio catalogo di varia umanità.